SECONDARIA

II GRADO

Liceo Scientifico/Scienze Applicate

 

FINALITÀ DELLA SCUOLA

La Scuola Rogazionisti è cattolica e paritaria. Svolge un servizio formativo ed educativo nella città di Padova e Provincia. E' un’istituzione scolastica privata gestita dall’Ente «Istituto Rogazionisti», con sede legale in Via Tiziano Minio,15 - Padova.

La Scuola Rogazionisti è una Comunità Educativa composta di religiosi e di laici, nella quale ogni persona che vi opera a vario titolo (direttore, dirigente, docenti, studenti, genitori, personale amministrativo e di servizio) è consapevole di contribuire attivamente e responsabilmente alla vita e alla qualità del percorso scolastico e di apprendimento.

L’identità della scuola ruota attorno al messaggio evangelico, al carisma educativo di Sant’Annibale Maria Di Francia e ai principi della Costituzione.

Il nome Rogazionisti è stato voluto dal Fondatore della Congregazione religiosa, Sant’Annibale Maria Di Francia (Messina 1851 - Messina 1927) e deriva dalla parola latina “rogate” che significa “pregate” e “actio” che significa “azione”. La sintesi del messaggio presente nel Vangelo di Mt 9,38 e Lc 10,2, come richiesta da parte di Gesù ai discepoli, si esplicita con la risposta che la comunità rogazionista intende offrire nel proprio servizio formativo ed educativo di ogni ragazzo/a promuovendo la sua crescita equilibrata, aiutandolo a sviluppare il suo progetto di vita; questo avviene con il contributo della preghiera e con l’apostolato svolto per questo fine.

La finalità della scuola è quella di educare alla coscienza del proprio essere e della propria dignità secondo il concetto cristiano di persona:

  • assicurando concrete opportunità di sviluppo cognitivo e culturale o di recupero delle capacità e delle virtù umane e cristiane della persona;

  • alimentando il senso dell'essere e dell'appartenenza alla società;

  • favorendo lo star bene a scuola con una partecipazione attiva e responsabile;

  • mettendo al centro lo studente in tutti i suoi aspetti: cognitivo,affettivo, relazionale, corporeo, etico e religioso;

  • favorendo la scoperta e la maturazione della propria chiamata nella società e nella Chiesa, educando nella dimensione vocazionale della vita;

  • promuovendo la capacità di elaborare metodi e categorie per definire l’itinerario personale; favorendo l’autonomia di pensiero;

  • facendo si che gli studenti acquisiscano gli strumenti di pensiero necessari per apprendere a selezionare le informazioni;

  • accettando le sfide della diversità, dell’integrazione e delle difficoltà di ognuno per il successo formativo e l’acquisizione di competenze culturali basilari.

L’educazione è intesa secondo il pensiero e l’esempio della figura di Gesù come modello verso cui tendere per realizzare pienamente l’umanità di ciascuno, attraverso l’amore cristiano e di dono generoso di sé agli altri.

L’obiettivo principale dell’Istituto è l’istruzione e l’educazione dell’individuo, la formazione delle sue idee, dei suoi atteggiamenti e comportamenti e della sua personalità. Si ritiene che educare sia accompagnare; perciò la confidenza e la fiducia reciproca sono elementi indispensabili per superare le difficoltà e le situazioni critiche.

Finalità della Scuola Rogazionisti sarà dunque quella di trasmettere i valori cristiani di comunità e fratellanza, di accoglienza e apertura nei confronti di tutti. Secondo lo stile di Sant’Annibale, la vera educazione è una collaborazione che stimola e incoraggia, e che, con il dialogo e la ragione, scopre le qualità di ciascuno, partendo dalla conoscenza delle sue domande esistenziali.

Impegno della Scuola Rogazionisti è il recupero di un’etica sociale per il superamento dell’individualismo oggi troppo diffuso e il riconoscimento di valori di umanità, il rispetto dei diritti umani, della legalità, della pace, l’uguaglianza di fronte a Dio e agli uomini, la solidarietà e l’interculturalità.

La Scuola Rogazionisti, rivolgendo la massima attenzione alla centralità della persona, vuole offrire opportunità educative e formative attente, che tengono conto della provenienza territoriale, dell’estrazione sociale, delle eventuali difficoltà familiari e psicologiche, senza emarginare né giudicare, ma rimanendo in un atteggiamento di apertura e accoglienza: “chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me; chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato” (Dal Vangelo di Marco 9,37).